Nominare un secondo Responsabile Tecnico della propria azienda

Perché e quando farlo. Articolo di Damiano Saggioro.

Premessa importante: quest’articolo non riveste, secondo l’attuale quadro normativo, carattere di obbligatorietà, ma sicuramente un valido consiglio di utilità, sia per l’azienda, sia per le persone che la compongono (titolari e dipendenti).

 

Gli ultimi anni sono stati contraddistinti dalla “massiccia regolarizzazione” delle imprese installatrici di piscine.

La famosa “lettera D” per gli impianti idrici, che nella precedente Legge 46/90 snobbava le piscine (esterne), si è poi ravveduta nella formulazione del successivo DM 37/08, entrato in vigore, appunto nel marzo del 2008.

Tralasciando le dinamiche di  confusione e disinformazione avvenute in quel periodo, e tipiche dei cambi normativi, possiamo affermare con dati alla mano che una notevolissima quantità di imprese è corsa ai ripari soltanto negli ultimi anni, nominando UN RESPONSABILE TECNICO in possesso di determinata esperienza professionale pregressa.

Un solo responsabile, appunto, proprio perché, spesso, unica persona in grado di dimostrare i requisiti voluti dal procedimento.

Per molte imprese, peraltro, l’operazione fu possibile soltanto grazie all’incessante lavoro di “sfinimento” profuso da professioneACQUANET ai danni del Ministero, proprio per vagliare quel famoso spiraglio aperto nel marzo del 2016.

Obiettivo raggiunto. Le imprese, da quel momento, potevano “riprendere” legittimamente l’attività di installazione impianti per piscine.

L’obbligo normativo era ed è assolto.  ( leggi l’articolo )

 

Cosa diventa consigliabile, ora?

NOMINARE, se possibile, quanti e più RESPONSABILI TECNICI possibile in seno alla medesima impresa.

 

Con quali requisiti?

Semplice, chi non poteva dimostrare il requisito al momento della regolarizzazione (magari perché non era in grado di dimostrare esperienza ante 2008), molto probabilmente lo ha maturato oggi, o fra poco.

Uno dei requisiti ordinari, infatti, è quello di dimostrare 3 anni di lavoro specializzato in un’azienda legittimata (la propria azienda a questo punto!) in qualità di titolare, socio, dipendente specializzato o collaboratore familiare.

I 3 anni vengono ridotti se si è in possesso di titoli di studio tecnici.

Verificate sulla vostra visura camerale la data di “riconoscimento della qualifica” dell’impresa, e fate il conteggio degli anni in relazione alla Vostra presenza in azienda.

 

Perché farlo?

  1. SICUREZZA e CONTROLLO: il responsabile tecnico è una figura che non serve solamente ad abilitare “formalmente” l’impresa, ma deve sovrintenderne i lavori in modo sostanziale.

E’ utile pertanto prevederne più di uno, in modo che possano fungere da sostituti in caso di assenze, oppure da co-responsabili tecnici in caso di contestualità di cantieri.

2. Perché come ci insegna la storia, non si sa mai come cambieranno le norme o la vita. Se si ha la possibilità di “farsi certificare” un requisito, un appellativo, o un qualsivoglia titolo, conviene non aspettare, e come si suol dire, “prendi e porta a casa”.

 

Va da sé, che ogni situazione va verificata ed analizzata, perché devono essere sempre rispettate esigenze aziendali, personali ed eventuali incompatibilità.

 

 

Damiano Saggioro, Professionista Accreditato ai rapporti con Camere di Commercio, è Consulente di professioneACQUANET – Associazione Piscine.

Chi volesse approfondire l’argomento può:

  •  contattare l’Associazione: [email protected] – 3283473692
  • leggere i precedenti articoli sul tema:

La documentazione per i lavori idraulici di una piscina

Non si possono installare impianti di trattamento acqua di piscina se non si ottiene dalla Camera di Commercio la lettera “D” ovvero l’abilitazione all’esercizio dell’attività di installatore idraulico.