L’incidente di Sperlonga: un caso isolato?

Purtroppo no. Stando alle testimonianze che abbiamo letto, l’incidente che ha causato la morte di una tredicenne non è un caso isolato e non sarà neppure l’ultimo se si continueranno a costruire piscine senza seguire le norme tecniche di sicurezza!

Leggi l’articolo sull’incidente

“Sul corpo di Sara Francesca è stato trovato un ematoma del diametro di 35 centimetri. Uno di quelli che in gergo medico-legale vengono definiti “a stampo”, sul gluteo sinistro, con tanto di escoriazioni.  Un particolare che prova la forza con cui un bocchettone della vasca ha trattenuto la ragazzina sul fondo.” Questo il testo di un articolo pubblicato su Repubblica.it che, unito alle testimonianze di chi ha tentato di soccorrere la ragazzina, ci fanno comprendere come si possano essere svolti i fatti.

In questi abbiamo seguito altri tre casi analoghi. Due sono avvenuti in Italia (un ragazzo morto e un neonato eviscerato), unoin Francia (vittima un ragazzo italiano). Molti altri però ne sono accaduti. In tutti i casi la causa è sempre stata la stessa: una errata progettazione e costruzione che non aveva previsto la doppia presa di fondo, ovvero la stessa situazione di Sperlonga.

Eppure la norma tecnica che evita questi incidenti c’è e non è nuova: la prima versione della UNI-EN 13451-3 in cui si parla di test anti intrappolamento risale al 2002!!

Ci sono ancora costruttori di piscine che (evidentemente) non ne sanno nulla o, peggio, ignorano la norma per non aggravare il costo della piscina. Ottimo investimento pubblicitario se poi, in caso di incidente, si perderà tutto (il costruttore di Sperlonga è indagato per omicidio colposo e se si fa una ricerca oggi il suo nome compare associato all’incidente in 36 pagine internet…). Così non passa stagione senza che in Italia non vengano realizzate nuove piscine con una sola presa di fondo direttamente collegata alle pompe di aspirazione o con due prese, ma ciascuna collegata alla propria pompa!

Noi di questo parliamo e scriviamo da anni e tutto avremmo voluto fare tranne tornare a scriverne a seguito della morte di una ragazzina. Ma speriamo che questa tragedia porti definitivamente all’attenzione di progettisti, costruttori e organi di controllo il problema, perché l’ultima cosa che vogliamo è che cresca l’idea che fare il bagno in piscina sia pericoloso. Può diventarlo, esattamente come lo è costruire e guidare un’automobile senza freni, cinture di sicurezza e airbags!

Quindi da oggi, quando progettiamo e realizziamo una piscina, impegnamoci al rispetto delle norme tecniche. Corrediamo le piscine, pubbliche o private che siano (la doppia presa di fondo correttamente collegata ad una sola pompa è obbligatoria anche in queste ultime da 3 anni), dei documenti di conformità e dei manuali di uso e conduzione per evitare che una cattiva gestione la possa trasformare in una fonte di pericolo. E se siamo i proprietari di una piscina ed abbiamo il sospetto che la documentazione che possediamo sia carente, realizziamo i test per verificare che tutto sia sotto controllo. Collaudare una piscina, come troppo spesso leggiamo nei post sui social, non significa solo riempirla e verificare che le pompe funzionino e le luci si accendano…..