Paesaggio ed interventi in aree vincolate – Il colore della piscina

La necessita’ di vivere un ambiente salubre, di assaporare un paesaggio armonico, di veder realizzati interventi edilizi sempre in sintonia con le regole che gli ordinamenti comunali prescrivono e’ obiettivo della committenza, della impresa esecutrice, del progettista. Ma esistono le esigenze le necessita’ e le norme di vincolo.

Affrontiamo il tema di intervento edilizio/manutenzione in area di particolare rilevanza ambientale ( esistono due livelli di vincolo, uno che prevede il vaglio della commissione comunale, il secondo alla Soprintendenza. il primo ha tempi di risposta piu’ brevi, circa un mese dalla presentazione della richiesta, il secondo dalla consegna in comune alla risposta Soprintendenza e comune possono trascorrere 105 giorni. potete quindi capire, il disagio di committente- impresario- tecnico nella gestione del cantiere.

Il progetto commissionato da un cliente privato, vede lo sviluppo in varie fasi.

La prima individuare sulla cartografia del comune, cosa prevede la normativa urbanistica, con i riferimenti del piano paesistico regionale e comunale, quindi le norme daranno indicazioni dei limiti che dovra’ possedere l’intervento.

Il progetto realizzato dal tecnico, con gli elementi classici, un documento contenente i riferimenti catastali, i dettagli urbanistici (come prima citato), la tavola di inquadramento ove inserita nella proprieta’ la piscina vera e propria con distanze dimensioni e dettagli tecnici (pianta prospetto sezione).

Un rilievo fotografico della zona ove e’ insediato il fabbricato la zona giardino/parco ove si vuole collocare la struttura interrata, ma anche le visuali d’intorno dalle strade vicine, con simulazione fotografica del progetto.

Questo abbinato al modulo di richiesta di valutazione della pratica, alla commissione Paesaggio. consegnato con posta certificata, si tratta di attendere il responso.

 

ALTRE CONSIDERAZIONI

come agire quando ci si trova spesso a problemi con l’ufficio tecnico comunale, di contrasto del proprio progetto rispetto alla normativa esistente, quali azioni possono essere avviate da chi opera nel territorio con una progettualita’/cantieristica mirata ad offrire ad una committenza evoluta, occasione di relax in ambiente adeguato.?

Dal caos di una spiaggia assolata perche’ vietare opportunita’ ad una famiglia di godere del proprio spazio verde intervenendo con una struttura non impattante.

In effetti la struttura di una piscina non puo’ essere considerata impattante nel paesaggio !

Un volume interrato, non prominente nello skyline di un cono visivo, ed inoltre le varie forme , sagoma e modellamento bio di una piscina non risultano danneggianti esteticamente ne’ tanto meno strutturalmente il territorio.

Esiste ormai tecnologia che consente un armonico inserimento nel contesto parco, con uso di vegetazione avente sia funzione estetica che funzionale. Ma quale allora sarebbe il fatidico impatto tanto evidenziato dalle commissioni Paesaggio comunali..?

Dal punto di vista Estetico viene criticata la opportunita’ di copertura stagionale, viene limitata la visibilita’ dalla strada, dalle proprieta’ confinanti.. quasi che una piscina coperta d’inverno sia un mini ecomostro !

Nulla di piu’ anomalo si puo’ leggere nei commenti alle pratiche edilizie che si possono ritrovare nel sito di qualsiasi comune. Sembra vi sia il timore che la struttura Piscina sia una opera che deturpa il paesaggio.!!!

Ma quale puo’ essere l’azione sdrammatizzante proposta da chi opera nel settore? I Costruttori, gli Impresari che eseguono il loro lavoro con passione e competenza. I Tecnici che possono contribuire al confronto diretto con chi nel comune si trova a valutare i progetti.

Quale azione di collaborazione puo’ essere attuata con chi gestisce le linee guida del PUC (piano urbanistico comunale), di PGT (piano di governo del territorio)..? Senza dubbio chi puo’ suggerire ad una amministrazione che oltre ad invitare il rivestimento con vegetazione lo spazio attiguo di una piscina, ma chi puo’ suggerire di consentire un’utilizzo di materiale cromaticamente piu’ consono per il rivestimento della fatidica vasca..?

Non potrebbe risultare piu’ gradevole una colorazione piu’ attinenteil paesaggio, eliminando il fatidico sfondo azzurro.?.se guardaste in google una qualsiasi zona turistica, per esempio in Lombardia Manerba del Garda o Moniga.. troverete una interminabile alternanza di macchie azzurre alternate agli edifici..GIUSTIFICATE IMPATTANTI..!

Una risposta? Non risulterebbe maggiormente gradevole per le Sovrintendenze per le Commissioni valutare una nuova gradazione cromatica mimetizzata nel paesaggio, da quello che ormai e’ l’unica opportunita’ di vedere direttamente degli specchi d’acqua balneabile ?

Un nuovo mimetismo estetico e funzionale che renderebbe piu’ armonico e piu’ sostenibile?

 

Apriamo un dibattito..

 

Arch. Mauro Mariotto