Eseguire dei lavori sulle piscine di riqualificazione, ammodernamento e/o rifacimento delle vasche e delle altre strutture connesse, potrebbe comportare la richiesta di un’autorizzazione (SCIA-CILA-Permesso di Costruire) al proprio Comune. Questo vale per tutti i tipi di piscina,  pubbliche, private, condominali e turistico ricettive.

In questo articolo partiremo dall’inquadramento della tipologia di intervento che deve essere eseguito per arrivare, qualora fosse previsto, all’autorizzazione da richiedere.

In base al Testo Unico dell’Edilizia (TUE) DpR 380/2001 gli interventi edilizi sono definiti all’articolo 3 e sono i seguenti:

  1. manutenzione ordinaria;
  2. manutenzione straordinaria
  3. restauro e risanamento conservativo
  4. Interventi di ristrutturazione edilizia
  5. Nuova costruzione

Per manutenzione ordinaria sono gli interventi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, ad esempio la sostituzione degli infissi o delle piastrelle del piano vasca o quelle necessarie a integrare e mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti, come la sostituzione di sanitari e docce (mantenendoli nella stessa posizione), la sostituzione del telo di rivestimento delle vasche, o delle bocchette di immissione acqua o gli impianti presenti in sala macchine. In tal caso non è necessario nessun titolo autorizzativo. In caso di gestione di piscina pubblica si deve mandare comunicazione in Comune per avvisare dell’eventuale sospensione del servizio per il tempo necessario all’intervento.

Per manutenzione straordinaria invece riguardano interventi per rinnovare o sostituire parti strutturali, ad esempio il tetto nel caso di una piscina coperta o la modifica della forma e della sagoma della vasca o un suo ammodernamento passando da un sistema a skimmer a quello a sfioro (con realizzazione anche di vasca di compenso) o l’aggiunta di una nuova vasca (es. quella ludico didattica o fisioterapica). Altro interventi ricompresi in questa categoria sono quelli relativi ad integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, ad esempio il rifacimento dei locali docce e bagni con una nuova disposizione interna, l’aumento dei vasi o delle docce, la realizzazione/adeguamento per i persone diversamente abili.  La cosa fondamentale è che tutti questi interventi non alterino la volumetria complessiva degli edificio, a meno che non siano necessarie modifiche ai fini del’agibilità o dell’accesso alla struttura (abbattimento barriere archiettoniche). Per questa tipologia di interventi il titolo autorizzativo da richiedere è la SCIA.

Per restauro e risanamento conservativo sono quegli interventi volti conservare la struttura ed assicurarne la funzionalità. Nel nostro ambito sono lavori di restauro per piscine preesistenti e datate inserite in edifici “storici” o con vincoli dove i margini di intervento sono limitati. Lo strumento autorizzativo rimane la SCIA.

Per ristrutturazione edilizia sono quei lavori che possono portare ad un edificio diverso in tutto o in parte diverso dal precedente: immaginiamo il rifacimento ed ampliamento di una piscina di un hotel con la realizzazione di una zona spa o l’aggiunta di una nuova vasca o ampliamento di quella  esistente ma questo deve comportare una modifica delle sagome e solo in caso di adeguamento alla normativa antisismica o all’efficientamento energetico. Solo in caso di edifici sottoposti a vincoli o inseriti nei nuclei storici delle città l’abbattimento e ricostruzione devono rispettare sagome prospetti, sedimi e volumetrie dell’edificio precedente. Anche in caso di aumento di volumetria il titolo da richiedere è la SCIA.

Tutti gli altri interventi sono da considerarsi di nuova costruzione, ad esempio la realizzazione di una nuova piscina scoperta accanto a quella preesistente coperta e viceversa. In tal caso vi è la necessità di un Permesso di Costruire. In caso invece di realizzazione di una piscina all’interno di una casa privata o di una struttura ricettiva richiedere una SCIA o un Permesso di Costruire è legato al carattere pertinenziale della stessa riguardo l’edificio principale (casa/hotel): se ha una volumetria superiore al 20% dell’immobile principale o se la piscina è funzionalmente autonoma e indipendente da quest’ultimo o se inserito in aree vincolate e richiesto espressivamente dagli strumenti urbanistici vigenti ci vuole il Permesso di Costruire, in tutti gli altri casi è necessaria la SCIA.

Articolo del Dott. Riccardo Pennati