Il presidente dell’Ordine nazionale degli Architetti contro la progettazione affidata per legge al CONI

E’ un messaggio molto chiaro quello lanciato da Leopoldo Freyrie, Presidente uscente del Consiglio Nazionale degli Architetti, che commenta quanto previsto dalla legge 22 gennaio 2016, n. 9 recante “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 novembre 2015, n. 185, recante misure urgenti per interventi nel territorio. Proroga del termine per l’esercizio delle deleghe per la revisione della struttura del bilancio dello Stato, nonché per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa”.

Speriamo che questo non sia un pessimo antipasto di quello che potrà succedere con le Olimpiadi romane: un antipasto che prevede la “bella iniziativa” del CONI sulla riqualificazione e realizzazioni di impianti sportivi nelle periferie urbane e nelle aree svantaggiate secondo quanto previsto dal “Fondo Sport e Periferie” (G.U. 23/1/2016 n. 18) che rivela ancora una volta come le partecipate pubbliche abbiano in spregio il libero mercato e i progettisti italiani. Si scopre, infatti, che una volta selezionate le proposte di rigenerazione – grazie ai progetti degli architetti su incarico di associazioni sportive – è previsto che il finanziamento, i progetti e le Direzione dei lavori vengano gestiti internamente dal CONI che avrebbe costituito un apposito ufficio romano”,

dice Freyrie, che aggiunge:

Chiediamo  un intervento immediato del presidente del CONI, Giovanni Malagò, perché chi ha elaborato gli studi di fattibilità e passato la selezione per il finanziamento sia incaricato dell’intero progetto, secondo i principi di necessaria unità del processo di progettazione previsti dall’approvando nuovo Codice appalti, ma soprattutto nel rispetto del diritto di chi ha concepito l’idea progettuale di poterla svolgere fino in fondo e che non può essere defraudato da misteriosi tecnici pagati dallo Stato“.

Al presidente Malagò – conclude Freyrie – voglio ricordare che tra i compiti del CONI dovrebbe esserci quello di valorizzare il merito dei giovani e non di costituire società di ingegneria interne“.

Ricordiamo che la legge di conversione n. 9/2016 ha confermato quanto previsto all’art.15 del D.L. n. 185/2015. In particolare, è stata autorizzata la spesa complessiva di 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro nel 2017, Le società/associazioni sportive dovranno realizzare i progetti preliminari e gli studi di fattibilità, ma poi la progettazione esecutiva passerà a CONI Servizi.