Si tratta di un’intervista realizzata da Nuoto.com a Rossana Prola, titolare di Professione Acqua nonché esperta di piscine e sicurezza in piscina. L’intervista affronta il tema della sicurezza nelle piscine alla luce dei recenti incidenti legati ai sistemi di aspirazione e dell’approvazione dell’emendamento che introduce l’obbligo di adeguare i bocchettoni e gli impianti di aspirazione, con sanzioni fino alla chiusura delle strutture non conformi.

Rossana Prola chiarisce innanzitutto che, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale sugli Annegamenti, la maggior parte degli annegamenti in Italia avviene in mare, fiumi e laghi, mentre nelle piscine si registrano mediamente circa venti decessi all’anno. Solo una piccola parte di questi è riconducibile agli intrappolamenti causati dai sistemi di aspirazione, episodi rari ma particolarmente gravi perché riguardano quasi sempre bambini.

L’esperta spiega che il rischio deriva esclusivamente da impianti progettati, installati o mantenuti in modo non conforme. Quando una presa di aspirazione è mal dimensionata o priva delle necessarie protezioni, può generare una forza di risucchio tale da rendere impossibile liberare una persona intrappolata. Molti degli incidenti più recenti, sottolinea, sono stati aggravati dalla mancanza delle griglie di protezione, rimosse o danneggiate e mai sostituite. Si tratta quindi di eventi completamente evitabili attraverso una corretta progettazione e un’adeguata manutenzione.

Prola evidenzia inoltre che non esistono semplici “sistemi antirisucchio” capaci di risolvere il problema: la vera sicurezza deriva da impianti conformi alle norme tecniche e correttamente certificati. In assenza della documentazione di conformità, obbligatoria dal 2008, è necessario effettuare verifiche tecniche oppure, in caso di dubbi, disattivare immediatamente le attrazioni o le prese di aspirazione potenzialmente pericolose.

L’intervista si concentra poi sull’importanza della formazione. Secondo Prola, la tecnologia da sola non basta: gestori e manutentori devono conoscere il funzionamento degli impianti, le procedure di sicurezza e anche i rischi legati ai prodotti chimici utilizzati per il trattamento dell’acqua. Molti incidenti, infatti, derivano da errori di gestione e dalla scarsa preparazione del personale. Per questo Professione Acqua promuove da anni attività formative rivolte a progettisti, manutentori e responsabili di piscina.

In conclusione, Rossana Prola invita a evitare allarmismi: le piscine restano luoghi statisticamente sicuri, considerando l’enorme numero di accessi annuali, ma ogni incidente deve rappresentare uno stimolo per rafforzare prevenzione, controlli e cultura della sicurezza. Il messaggio finale ai gestori è di prestare maggiore attenzione alla parte impiantistica, investire nella formazione del personale e garantire una manutenzione costante, affinché la sicurezza sia il risultato di procedure organizzate e non della sola esperienza dei singoli operatori.