In un periodo in cui si parla spesso di rincari energetici, scarsità d’acqua e difficoltà degli impianti sportivi, dal mondo delle piscine arrivano anche segnali incoraggianti. Innovazione tecnologica, nuovi investimenti pubblici e privati, maggiore attenzione alla sicurezza e progetti per rendere il nuoto accessibile a più persone stanno infatti cambiando il settore. Le buone notizie, per fortuna, non mancano, a partire dall’Italia.
Una delle più interessanti riguarda proprio l’efficienza delle strutture natatorie. Nel gennaio 2026 FIRE, la Federazione Italiana per l’uso Razionale dell’Energia, ha pubblicato il secondo Rapporto nazionale sul consumo energetico degli impianti natatori, realizzato nell’ambito dell’Osservatorio di ForumPiscine. L’indagine analizza consumi, digitalizzazione, sistemi di gestione e tecnologie adottate dalle piscine aperte al pubblico, con l’obiettivo di individuare le migliori pratiche e rendere gli impianti italiani più efficienti, competitivi e sostenibili. Un segnale importante: il settore non si limita più a misurare il problema dei consumi, ma sta creando strumenti per affrontarlo in maniera sistematica.
Anche sul fronte dell’acqua la ricerca sta facendo passi avanti. Uno studio scientifico pubblicato nel 2025 sulla rivista Cleaner Engineering and Technology ha sperimentato “SwimmInRain”, un sistema pensato per trattare e riutilizzare l’acqua piovana negli impianti natatori pubblici. Il processo combina diverse tecnologie di filtrazione e disinfezione, compresi trattamenti UV. I test hanno mostrato risultati promettenti sia sul miglioramento della qualità dell’acqua sia sulla possibilità di ridurre costi operativi e impatto ambientale. Una successiva ricerca del 2026 ha inoltre analizzato, nel contesto europeo, le possibilità di utilizzare fonti alternative come acqua piovana, acque grigie e acqua recuperata dal controlavaggio dei filtri. Naturalmente l’utilizzo di fonti alternative all’acqua potabile nelle piscine pubbliche necessita di un lungo e rigoroso processo di sperimentazione prima di poter essere autorizzato a livello legislativo.
La sostenibilità passa anche da soluzioni molto più semplici. Secondo l’Environmental Protection Agency statunitense, una copertura correttamente utilizzata può ridurre fino al 95% l’evaporazione dell’acqua di una piscina coperta, contribuendo contemporaneamente a conservarne il calore e a diminuire il fabbisogno di prodotti chimici e di energia. È un esempio di come tecnologie già disponibili possano avere un impatto notevole se adottate su larga scala.
Le buone notizie riguardano però anche le piscine come infrastrutture sociali. A Torino, nel marzo 2026, la Giunta comunale ha riconosciuto il pubblico interesse di un progetto per la riqualificazione dell’area della Piscina Sempione. La proposta prevede un nuovo complesso sportivo polivalente di circa 23 mila metri quadrati, con piscine coperte e scoperte, spazi per fitness e wellness e altre strutture sportive.
E non si tratta di un caso isolato. A Berlino, nell’agosto 2026, ha riaperto completamente lo storico Stadtbad Schöneberg dopo oltre due anni di lavori. L’intervento rientra in una più ampia offensiva di investimenti destinata alla modernizzazione delle piscine della capitale tedesca. In Croazia, invece, Varaždin ha avviato un progetto da circa 16 milioni di euro per la costruzione di un nuovo complesso natatorio e ricreativo.
Cresce inoltre l’attenzione per il valore educativo delle piscine. Nel 2026 sono arrivate buone notizie anche sul fronte dell’accesso al nuoto e della riqualificazione degli impianti. L’8 maggio European Aquatics e Fluidra hanno annunciato un accordo per avviare due programmi: uno destinato alla modernizzazione delle piscine pubbliche europee e un secondo, “Learn to Swim”, basato anche sull’impiego di piscine mobili nelle aree prive di adeguate infrastrutture natatorie.
Un’iniziativa distinta è quella raccontata a luglio da World Aquatics, che ha messo in evidenza il lavoro del proprio partner Myrtha Pools nella costruzione, riqualificazione e riconversione di piscine pubbliche in diversi Paesi. In questo caso l’accento è posto soprattutto sul valore sociale degli impianti natatori: strutture moderne e accessibili possono infatti favorire l’insegnamento del nuoto, migliorare la sicurezza in acqua e contribuire alla prevenzione degli annegamenti.
Anche in Italia la sicurezza sta diventando un tema più strutturato. Nel 2025 il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge quadro dedicato alle piscine che punta a uniformare sul territorio nazionale requisiti igienico-sanitari, impiantistici, gestionali e di sicurezza, prevedendo anche specifiche misure contro gli ingressi involontari in acqua nelle piscine domestiche. Per completezza di informazione occorre aggiungere che il disegno di legge non è ancora arrivato in Parlamento. Speriamo non diventi un grande flop.
La fotografia che emerge è dunque meno pessimistica di quanto si potrebbe pensare. La piscina del futuro consuma meno acqua ed energia, utilizza sistemi di controllo più intelligenti, recupera strutture esistenti e diventa sempre più uno spazio di sport, salute, educazione e inclusione. Non tutti i problemi del settore sono risolti, naturalmente. Ma investimenti, ricerca e nuove regole mostrano una direzione precisa: fare delle piscine strutture più sostenibili, sicure e accessibili. E questa, per chi ama l’acqua, è già un’ottima notizia.
Un contributo importante alla crescita della cultura della piscina in Italia arriva anche da Professione Acqua, realtà specializzata nella progettazione, nella consulenza e nella formazione per il settore. Attraverso il sito professioneacqua.it, corsi, approfondimenti tecnici e attività rivolte agli operatori, Professione Acqua aiuta progettisti, costruttori e gestori a orientarsi in un ambito nel quale sicurezza, qualità dell’acqua, corretta conduzione degli impianti e rispetto delle norme richiedono competenze sempre più specifiche. Il suo lavoro di divulgazione affronta infatti temi molto concreti, dalla formazione degli addetti alla gestione dei rischi, fino all’interpretazione delle disposizioni tecniche e legislative che riguardano piscine e impianti natatori.
In questo senso, Professione Acqua contribuisce a promuovere una vera cultura della piscina: non soltanto come luogo di sport, benessere e divertimento, ma come impianto complesso da progettare e gestire con professionalità, consapevolezza e attenzione alla sicurezza.
