Negli ultimi anni il panorama delle piscine del Vicentino è stato attraversato da una crisi profonda, con chiusure, contenziosi legali e bilanci pesantemente in rosso. Alcuni impianti sono stati costretti a interrompere le attività, lasciando centinaia di abbonati senza la possibilità di essere rimborsati. Solo Schio rappresenta un’eccezione positiva, grazie a una gestione imprenditoriale solida e lungimirante.
Le difficoltà maggiori hanno riguardato gli impianti di Malo, Sandrigo, Creazzo e, fino a poco tempo fa, Arzignano. La società Gis, che aveva in concessione diverse strutture, è finita travolta dai debiti: dopo la pandemia non è stata più in grado di coprire le spese e i mutui, chiedendo ai Comuni di intervenire come garanti. Il risultato è stato un fardello pesante per le amministrazioni locali: oltre 700 mila euro a carico del Comune di Malo, 464 mila per Sandrigo e addirittura 4,4 milioni ad Arzignano.
Il caso di Sandrigo è diventato emblematico: il Comune ha dovuto saldare i debiti contratti da Gis e ha rescisso il contratto, accusando la società di comportamenti scorretti e mancata collaborazione. Gli abbonati, nel frattempo, sono rimasti senza risposte concrete sui rimborsi. Gis, dal canto suo, ha contestato la decisione, definendola improvvisa e politica, e ricordando di aver presentato un piano di risanamento non ancora valutato dal tribunale.
A Malo la situazione è analoga: stesso gestore, stesso dissesto e cittadini beffati. L’azienda sostiene di aver cercato soluzioni condivise, ma il Comune non ha accettato proposte di gestione temporanea né la possibilità di sottoscrivere nuovi abbonamenti.
Creazzo vive una crisi di altra natura. Qui non è stato il fallimento del gestore a determinare la chiusura, ma la scadenza del contratto con Leosport, che non è stato rinnovato. Una perdita significativa per il territorio, anche perché in quella piscina si era allenato il campione olimpico Thomas Ceccon. Tuttavia, si profila un nuovo inizio: la Sporting Club Lessinia ha manifestato interesse a subentrare, e il Comune sta valutando la proposta.
Ad Arzignano, dopo anni di incertezza, sembra aprirsi uno spiraglio: la società AquaEmotion, già attiva in altri impianti del territorio, ha investito in lavori di manutenzione e si dice pronta a riaprire la struttura, ridando così speranza agli utenti.
L’unico centro che appare solido è quello di Schio, dove la piscina viene gestita con criteri manageriali chiari e sostenibili. L’impianto è diventato un polo sociale e sportivo, capace di attirare utenti non solo per il nuoto, ma anche per eventi, attività ricreative e servizi di ristorazione. Una visione imprenditoriale che ha permesso di trasformare una realtà in crisi in un modello di riferimento per tutta la provincia.
[Fonte: ilgiornaledivicenza.it]
