“I rischi del lavoro in solitudine” è il tema trattato in una guida pubblicata da Suva, l’Istituto svizzero per l’assicurazione e la prevenzione degli infortuni, aggiornata nel maggio 2025. L’evoluzione tecnologica e l’automazione hanno reso sempre più frequente la presenza di lavoratori che operano da soli, specialmente nel settore produttivo. Secondo la definizione riportata nella guida, si considera “persona che lavora da sola” chi si trova in una condizione in cui non può ricevere immediatamente aiuto in caso di infortunio o emergenza, poiché non è in contatto visivo o vocale con altri.
Il documento sottolinea che lavorare da soli comporta un aumento del rischio di errore e rende difficile o impossibile ricevere un aiuto tempestivo in caso di pericolo. La guida si rivolge ai datori di lavoro e agli addetti alla sicurezza, fornendo indicazioni normative e operative per gestire in sicurezza queste situazioni. Viene messa in evidenza l’importanza della pianificazione dei posti di lavoro in solitudine e la predisposizione di efficaci piani di emergenza.
Sono numerosi gli esempi di attività svolte da una sola persona riportati nella guida. Eccone alcuni riferiti al settore piscine:
Addetto alla pulizia e manutenzione vasche
– Pulizia manuale del fondo e delle pareti con attrezzi o robot, operazioni spesso svolte all’apertura, quando la struttura è ancora chiusa
– Svuotamento e lavaggio della piscina
Manutentore degli impianti tecnici
– Controllo e regolazione di pompe, filtri, impianti di ricircolo e dosatori chimici (cloro, pH, ecc.)
– Operazioni in locali tecnici o sotterranei
Controlli di qualità dell’acqua
– Prelievo campioni e misurazione dei parametri chimici e microbiologici,operazioni spesso svolte all’apertura, quando la struttura è ancora chiusa
Ispezioni fuori orario
– Giri di controllo nelle ore notturne o durante la chiusura dell’impianto (es. per sicurezza, verifiche tecniche o pulizie straordinarie)
Interventi di manutenzione straordinaria
– Lavori su impianti elettrici, idraulici o strutturali
– Esempi: sostituzione di lampade subacquee, manutenzione dei bordi vasca o delle docce
Addetto alla pulizia di spogliatoi e aree comuni
– Attività spesso eseguite al di fuori dell’orario di apertura
Tra i pericoli specifici evidenziati per chi lavora da solo in piscina, ricordiamo:
- Isolamento in aree tecniche o locali chiusi
- Ritardo nei soccorsi in caso di malore o infortunio perchè l’allarme viene dato molto tempo dopo
- Esposizione a sostanze chimiche (cloro, acidi, ecc.)
- Cadute accidentali in acqua senza possibilità di essere visti o aiutati
In tutti questi casi è fondamentale applicare quanto raccomandato nella guida Suva: dispositivi di allarme, contatti periodici, formazione specifica e protocolli di emergenza per chi lavora da solo.
I_rischi_del_lavoro_in_solitudine_guida_SuvaScarica la guida “I rischi del lavoro in solitudine” pubblicata da Suva (PDF)
