La sicurezza dei sistemi di aspirazione presenti nelle vasche dei parchi acquatici - Assoparchi MagazineNel suo articolo pubblicato su AssoParchi Magazine, Rossana Prola affronta il delicato tema della sicurezza dei sistemi di aspirazione presenti nelle vasche dei parchi acquatici, evidenziando come questi componenti possano rappresentare un rischio significativo solo quando non vengono progettati, installati o mantenuti nel rispetto delle normative tecniche vigenti. L’autrice sottolinea che il rispetto delle prescrizioni previste dalla norma UNI EN 13451-3 garantisce elevati standard di sicurezza, rendendo il pericolo di incidenti praticamente inesistente.

L’analisi si concentra sui principali rischi legati ai dispositivi di aspirazione immersi, installati sia sul fondo sia sulle pareti delle vasche. In caso di ostruzione completa della griglia, il sistema può sviluppare una forza di risucchio estremamente elevata, fino a diverse centinaia di chilogrammi, con conseguenze potenzialmente fatali. Rossana Prola richiama inoltre l’attenzione sugli altri tipi di intrappolamento, come quelli dei capelli, degli indumenti o dei gioielli, che possono comunque provocare situazioni di grave pericolo, soprattutto per bambini e ragazzi, naturalmente più inclini ad avvicinarsi a queste strutture.

L’articolo chiarisce che nei parchi acquatici rientrano tra i sistemi di aspirazione non solo le prese di fondo destinate alla filtrazione, ma anche tutti i dispositivi che alimentano scivoli, cascate, idromassaggi, fiumi artificiali e altre attrazioni. Trattandosi, a tutti gli effetti, di piscine secondo la normativa italiana, tali impianti devono rispettare le disposizioni della norma europea UNI EN 13451-3, recepita anche in Italia e aggiornata nel 2025.

Uno degli aspetti più rilevanti evidenziati dall’autrice riguarda il corretto dimensionamento degli impianti. La sicurezza dipende infatti dal rapporto tra la portata d’acqua aspirata e la superficie libera della griglia: più bassa è la velocità dell’acqua, minore è il rischio di intrappolamento. Per questo motivo la normativa stabilisce che la velocità di attraversamento della griglia non debba superare 0,5 m/s nelle condizioni di massima portata, imponendo inoltre che il progetto tenga conto degli scenari più gravosi di funzionamento dell’impianto.

Rossana Prola descrive inoltre le differenti modalità di progettazione delle aspirazioni, distinguendo tra sistemi multipli e singoli e illustrando i requisiti dimensionali e funzionali previsti per ciascuna soluzione. Particolare attenzione viene dedicata anche alla conformazione dei pozzetti, che devono assicurare una distribuzione uniforme del flusso d’acqua per evitare concentrazioni di aspirazione potenzialmente pericolose.

Nelle conclusioni, l’autrice ribadisce l’importanza delle verifiche tecniche previste dalla normativa, tra cui le prove di intrappolamento dei capelli, la misurazione della velocità dell’acqua, i test di ostruzione e quelli di depressione. Per gli impianti di nuova realizzazione è fondamentale acquisire la Dichiarazione di Conformità completa della documentazione progettuale, mentre per le strutture già esistenti è consigliabile rivolgersi a tecnici specializzati per verificarne la conformità. Il messaggio conclusivo è chiaro: i sistemi di aspirazione non costituiscono un pericolo quando sono progettati, realizzati e controllati nel pieno rispetto delle norme tecniche.

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