La rinite in piscina, il problema si aggrava

La situazione è ben riassunta nell’ultimo messaggio che abbiamo ricevuto riguardo il nostro articolo on line ormai da anni sul problema della rinite allergica in piscina, sul quale ben 276 persone hanno trascorso nell’ultimo mese una media di 6 minuti, alla ricerca di una soluzione:

Salve, non sono un sogetto allergico ne intollerante, ma da un pò di tempo, dopo la mia brava seduta di nuoto in piscina, la sera sono colto da starnuti, colanaso e bruciori alle narici che si presentano estremamente secche.
Come posso contrastare queste reazioni, considerato che le lamentele in piscina non sortiscono nessun intervento di controllo?

Sotto osservazione ormai da anni, attraverso le numerose segnalazioni dei nostri lettori, il problema è stato decisamente circoscritto a situazioni che si verificano, anche solo saltuariamente, esclusivamente nelle piscine coperte, generalmente molto frequentate. Nella maggioranza dei casi si tratta di piscine ben condotte, dotate di automatismi per il dosaggio del cloro, ma con un sistema di trattamento aria di scarsa efficienza, o di efficienza ridotta per cercare di limitare i costi del metano. Non a caso la maggioranza dei casi è concentrata in periodi freddi, spesso piovosi, nei quali l’umidità esterna è simile se non maggiore ai livelli di quella interna al locale vasca.

Quasi certamente l’irritazione alle mucose del naso è causata da una forte concentrazione nell’aria (non nell’acqua) di tri-cloroammina, sostanza molto volatile e molto irritante, che si forma in presenza di alta concentrazione di acido ipocloroso e di ammoniaca. In poche parole, molta gente in vasca e concentrazione di cloro alta o alzata in poco tempo dalla pompa dosatrice in situazioni di forte cloro-richiesta, magari in corrispondenza con il dosaggio di acido e quindi in una situazione di pH molto basso.

Cosa possono fare gli utenti? Usare il tappanaso. Unica soluzione al problema, non ce ne sono altre.

Cosa possono fare le piscine nelle quali si verifica il problema? La risposta in questo caso è più complessa. Prima di tutto è necessario migliorare l’efficienza della termoventilante ed aumentare il ricambio di aria. In più si può provare a modificare il dosaggio della centralina in modo da renderlo meno rapido e più progressivo. Sarebbe inoltre importante cercare di evitare il dosaggio di acido nelle ore di maggiore concentrazione di utenti, quelle del pomeriggio.

Inutile dire che non esiste letteratura sull’argomento, così come non esiste collaborazione da parte delle aziende fornitrici di prodotti chimici, preoccupate solamente di non dare rilevanza pubblica al problema. Noi invece abbiamo il desiderio di approfondire la questione per provare, magari, a risolverla, poichè non si tratta né di incriminare uno specifico prodotto né di accusare una piscina di cattiva gestione.

Vi invitiamo quindi a lasciare il vostro contributo inviando un commento a questo articolo, oppure una mail all’indirizzo [email protected]

Per leggere il nostro articolo precedente cliccate QUI