La rinite allergica in piscina

Allergia al cloro ?

Una breve spiegazione del fenomeno: “Viene descritta sempre nello stesso modo da chi ha la sfortuna di subirne le conseguenze: la notte seguente ad una lezione in piscina il naso cola al punto da disturbare notevolmente il sonno, il giorno dopo i sintomi cominciano ad attenuarsi e poi il problema scompare. Fino alla lezione seguente, dopo la quale si ripete tutto daccapo.Si pensa ad una allergia al cloro, che però si presenta più spesso come un arrossamento a chiazze della pelle, piuttosto che con disturbi respiratori.L’unico rimedio efficace contro questa situazione è usare un tappanaso, ma questo chiaramente disturba la nuotata, soprattutto ai più esperti.Nella maggior parte dei casi questo problema si presenta all’improvviso, anche a persone che normalmente non soffrono di allergia, e che hanno sempre frequentato la stessa piscina senza avere mai avuto prima disturbi di questo tipo”. Vi posso assicurare che non si tratta di un fenomeno isolato, accaduto solo saltuariamente ed in alcune piscine. Io l’ho subito come gestore già da molti anni, e da allora ho allertato i miei centri di attenzione e ho sentito riportare lo stesso episodio più o meno in tutta Italia, senza eccezioni. 

Attraverso la Rete ho ricevuto decine di messaggi e nessuno aveva niente in comune con l’altro (oltre ai sintomi, che sono sempre gli stessi). 

Gli unici fili conduttori sono:

          si presenta solamente negli impianti al coperto;

         appare in piscina dove non era mai comparso prima e spesso se ne va così come è venuto;

         non ha nessun legame con il tipo di cloro utilizzato, né con il correttore di ph né con latri prodotti e nemmeno con il tipo di filtri;

         si attenua notevolmente con il tappanaso; 

E questo è tutto.  

Un episodio, accadutomi personalmente, in una piscina che gestisco attualmente, mi ha dato qualche spunto. Riporto l’episodio così come è accaduto  :“E’ successo per una serie di combinazioni, sapete quelle cose che si mettono tutte insieme nello stesso momento, per cui, ripensandoci, alla fine sembra quasi una fatalità, anche se si poteva evitare.Insomma, per farla breve, per un mio errore la centralina di una piscina pubblica coperta ha incominciato a pompare acido sconsideratamente, fino ad arrivare a stabilizzare l’acqua su un valore pressoché assurdo: 5.35.

Per fortuna è successo intorno all’orario di chiusura, ma il problema è che fino alla mattina dopo nessuno se n’è accorto. Il rivenditore più vicino di prodotti chimici per piscina era nella valle a fianco, tre ore di strada; troppe per evitare la chiusura.Ce la siamo cavata con due pacchetti da mezzo chilo di soda in polvere comprata al supermercato nella corsia dei detersivi e il PH si è riportato su valori accettabili.

Ma cosa è successo nel frattempo? Cloro libero a 1.2 ppm (il solito valore) e cloro combinato a 2.5 ppm, una puzza di cloro da svenire. Si è tossito fino alla sera.E, guarda caso, anche chi non l’aveva provata ha sperimentato la ormai notissima “allergia da cloro” di cui ho parlato nel mio articolo: scatole intere di scottex fatte fuori in un giorno, naso che gocciola in continuazione. E senza nemmeno entrare in acqua !” Quindi, ricapitolando: ph molto basso, senz’altro forte presenza di ammoniaca in acqua, conseguente dissociazione del cloro con formazione di cloro combinato a livelli altissimi. Ed “esplosione” della rinite allergica. Solo un caso? Non potrebbe forse essere che il cloro combinato sia la causa di questo disturbo?

Tutto collimerebbe: nessuna relazione al tipo di prodotto utilizzato, effetto rilevabile solo al coperto, situazione in continuo mutamento… 

Il problema vero, però, sta da un’altra parte: questo argomento è troppo scomodo. Scomodo per i gestori, che non riescono mai ad ammettere pubblicamente di avere un problema, seppure limitato negli effetti.Scomodo per i produttori ed i commercianti di prodotti chimici, che non vogliono neppure sentire lontanamente parlare di problemi conseguenti alla disinfezione dell’acqua, se questa viene eseguita con i loro prodotti.Scomodo persino per chi diffonde le notizie, che vuole sempre poter dire solamente che va tutto bene.Ma questo problema esiste e come tutti i problemi va affrontato e, se possibile, risolto. Senza tragedie, non ce n’è affatto bisogno.

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