La prova colore secondo la Norma UNI 10637


In base alla destinazione si suddividono nelle seguenti categorie:
– tipo A1: piscine pubbliche, quali per esempio le piscine comunali,
– tipo A2: piscine ad uso collettivo: sono quelle inserite in strutture già adibite, in via principale, ad altre attività ricettive (per esempio alberghi, camping, complessi ricettivi, agriturismi e simili) nonché quelle al servizio di collettività (per esempio scuole, collegi, caserme, palestre e simili) accessibili ai soli ospiti, clienti, soci o utenti della struttura stessa,
– tipo A3: piscine finalizzate al gioco acquatico;

Praticamente tutte le Regioni che si sono dotate di una propria legge regionale (vedi) si rifanno alle Norme UNI per quanto riguarda la realizzazione degli impianti e quindi, di fatto, la prova colore in queste regioni è obbligatoria per poter consegnare al cliente una piscina a norma di legge.
La modalità di esecuzione della prova colore è la seguente:
  1. Approvvigionare una quantità di nero eriocromo T pari circa a 100 g ogni 500 m3 di acqua, intesa come acqua di vasca più il 60% del volume convenzionale della vasca di compenso.
  2. Escludere durante tutta la prova colore eventuali componenti di impianti di trattamento che prevedano l’impiego di mezzi filtranti che possano interferire con il colorante (per esempio, carbone attivo, antracite), per evitare adsorbimento dello stesso, e regolare l’impianto in modo da bilanciare la diminuita perdita di carico.
  3. Abbassare a zero il valore di cloro nell’acqua, per esempio con l’utilizzo di tiosolfato.
  4. Preparare una soluzione all’1% di nero eriocromo T in acqua declorata (100 g di colorante ogni 10 l di acqua), in ragione di 10 l di soluzione ogni 500 m3 di acqua come definita nel punto 1.
  5. Immettere la soluzione nell’impianto di circolazione:
           – per le piscine a bordo sfioratore, in vasca di compenso o in una piletta del bordo sfioratore;
           – per le piscine a skimmer, in uno degli skimmer;
           – oppure per mezzo di pompa dosatrice ed iniettore in un punto dell’impianto di trattamento.
           L’immissione deve avvenire in modo da garantire un flusso continuo in vasca di acqua 
           colorata per 
almeno 15 min.
  1. Verificare il progredire della colorazione dell’acqua, registrando per mezzo di fotografie o video.
  2. Misurare il tempo trascorso dalla prima comparsa in vasca di acqua colorata sino a quando viene raggiunta una completa uniformità della colorazione.
            La prima parte della prova colore è superata se l’uniformità viene raggiunta entro 15 min.
      8.   Attendere la stabilizzazione della situazione.
      9.   Immettere nello stesso punto utilizzato in precedenza una soluzione a base di cloro, in modo 
            tale da 
aggiungere in vasca circa 5 g/m3 di cloro disponibile.
     10.  Verificare il progredire della chiarificazione dell’acqua, registrando per mezzo di fotografie o 
            video.
     11.  Misurare il tempo trascorso dall’immissione del cloro sino a quando viene raggiunta una completa 
           uniformità. 
La seconda parte della prova colore è superata se l’acqua ritorna alla chiarezza 
           iniziale entro 15 min.

Oltre ad essere obbligatoria secondo la normativa, la prova colore è estremamente utile per comprendere l’efficienza del sistema di distribuzione.

La conformazione delle bocchette (evidentissima la differenza tra bocchette radiali o diritte), la distribuzione del numero e della posizione sul fondo vasca, ma soprattutto l’efficienza della rete di distribuzione che, se fatta bene, distribuisce il colore in misura uniforme mentre in caso contrario colora prima la zona dove si trovano le bocchette più vicine all’impianto, a altro ancora.
 

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