La conferma arriva dall’assessore allo sport Stefano Malerba, che in commissione ha chiarito come la decisione fosse ormai inevitabile. L’impianto, inaugurato oltre sessant’anni fa, era stato monitorato a lungo e sottoposto a continue manutenzioni, ma le condizioni strutturali erano diventate insostenibili. L’elevata umidità e l’uso di sostanze chimiche hanno accelerato il degrado, tanto che l’assessore ha paragonato la struttura a un “malato terminale”. Anche un’ispezione dell’Ats aveva evidenziato numerose criticità.

La società Von, concessionaria fino al 2026, ha deciso di rinunciare anticipatamente alla gestione, segnalando costi troppo alti e un calo drastico degli iscritti: dai mille del 2022 a soli trecento nell’ultimo periodo. Inoltre, la piscina non era più idonea a ospitare gare di serie B, categoria raggiunta dalla squadra locale di pallanuoto, costretta a trasferirsi. Gli atleti maggiori si sposteranno tra Ispra e Novara, mentre i più giovani troveranno spazio alla Robur, grazie a un accordo con il Comune.

Gli interventi necessari riguardavano impianti di aerazione e tribune ormai insicure, lavori che avrebbero comportato la chiusura al pubblico. Malerba ha ricordato come il Comune avesse già avviato un percorso alternativo: le piscine al Palaghiaccio sono operative e a breve dovrebbe partire la costruzione di una nuova vasca da 50 metri all’Aermacchi, trasformabile in due da 25. Ritardi burocratici con la Soprintendenza, però, hanno allungato i tempi.

Le opposizioni hanno contestato la mancanza di programmazione e la perdita di un’infrastruttura pubblica rilevante. Secondo alcuni consiglieri, si sarebbe potuto intercettare fondi dal Pnrr, ipotesi esclusa dall’assessore.

Quanto al futuro dell’area di via Copelli, Malerba ha garantito che resterà a vocazione sportiva. Si pensa a una riconversione per la pallavolo, disciplina che a Varese manca di un impianto adeguato, ma la destinazione definitiva sarà oggetto di valutazioni condivise.

[Fonte: malpensa24.it]