Il Working Group 11 ha concluso pochi giorni fa i lavori di scrittura della nuova norma tecnica “Systems recognizing involuntary subimmersion of humans in managed aquatic facilities”.
Il testo della futura norma tecnica, iniziata ben 3 anni fa, passerà ora alla segreteria centrale di ISO che, dopo averla approvata, la invierà agli Enti di Normazione dei singoli Stati che avranno 12 settimane di tempo per valutarla, votarla ed inviare eventuali commenti. Il WG11 si riunirà un’ultima volta nell’estate 2026 per analizzare i commenti ricevuti e redigere il testo definitivo e non più modificabile.
Entro fine 2026 tutti i sistemi di prevenzione degli annegamenti avranno quindi una norma tecnica a cui ispirarsi per rendere i propri sistemi affidabili e certificabili. Trattandosi di una norma ISO questa troverà applicazione in 173 Stati.
La scrittura di questa nuova norma è stata tutt’altro che facile perché il progetto, fortemente voluto dal coordinatore del gruppo di lavoro, il tedesco Michael Weilandt, affronta tematiche e scenari che solo ora tecnologia e legislazioni iniziano a conoscere ed affrontare, come, ad esempio, l’uso dell’AI e l’acquisizione di dati antropometrici.
Due gli esperti italiani che hanno seguito l’ter di scrittura: oltre al nostro Paolo Ferrario, i lavori sono stati seguiti anche dall’ing. Paolo Nicolini, di Angel Eye, primaria azienda italiana produttrice di sistemi di videosorveglianza anti-annegamento.

