Rossana Prola, titolare di Professione Acqua, in qualità di vice-presidente di Acquanet Associazione dei Costruttori di Piscine e di presidente di Commissione degli impianti sportivi di Uni, è stata intervistata dal TGCOM24 in seguito ai recenti incidenti occorsi a bambini bloccati dai bocchettoni delle piscine.

Riportiamo il testo integrale dell’intervista, che potete seguire nel video qui sotto.

Ringrazio intanto e saluto Rossana Prola, presidente di Commissione degli impianti sportivi di Uni e vicepresidente di Aquanet, Associazione dei Costruttori di Piscine.
Dunque si è parlato di una falla nella manutenzione, si parla di una a morte evitabile, così almeno sostengono i genitori, ovviamente saranno gli inquirenti a far luce su quanto è accaduto. Prola, quello che possiamo fare è chiederci dove bisogna intervenire. Una cosa su cui riflettere è sicuramente come evitare questi errori, queste negligenze, qualora si si fosse trattato, insomma, di una negligenza.

È difficile dare dei giudizi su questo caso specifico perché io personalmente so quello che è stato riportato dalla stampa e nient’altro. E si può dire però che non è sicuramente il primo caso di questo tipo. Ce ne sono di analoghi, anche se ogni caso ha delle sue caratteristiche specifiche. Nel caso davvero mancasse la griglia, una situazione simile è successa ad esempio in Sardegna. Ricordo, sempre in una struttura turistica durante un bagno di un bambino che ha infilato la mano in una aspirazione dove mancava la griglia, però in quel caso diciamo che la potenza dell’aspirazione era esagerata, era eccessiva rispetto alla dimensione dell’aspirazione stessa.

Ecco, ecco. Però a proposito, chi è che deve vigilare anche su questi dettagli che sicuramente poi, come giustamente lei ci tiene a sottolineare, sono poi fondamentali nella gestione e nella sicurezza ovviamente di quel determinato impianto.

Assolutamente. I casi della griglia rotta e non riposizionata sono casi nei quali sicuramente la responsabilità del gestore è preponderante perché non è mai opportuno, è sempre pericoloso in qualunque caso lasciare un’aspirazione senza la protezione della griglia. Questo però va aggiunto che ci potrebbero essere anche degli errori di dimensionamento o di installazione della griglia che la fanno aspirare molto più di quello che farebbe se fosse a norma e quindi anche senza griglia, però se l’aspirazione è anorma risulta più facile liberare, diciamo, il bambino o ragazzino. Di solito sono sempre bambini o ragazzini perché serve un arto particolarmente piccolo per poterlo intrappolare all’interno di un tubo e quindi liberarlo sarebbe forse stato più semplice. Ripeto, forse perché non abbiamo ad oggi elementi sufficienti per poterci pronunciare su questo caso specifico.

Però rispetto a quanto stiamo raccontando Prola, c’è una c’è sicuramente una domanda che noi tutti ci poniamo, ovvero il rispetto delle norme di cui lei sta parlando e peraltro anche lei è un’esperta che scrive norme in materia proprio di sicurezza delle piscine. Dunque le chiedo chi è che deve vigilare sul fatto che queste norme vengano davvero rispettate dai gestori e dai titolari delle piscine? Tra l’altro andiamo incontro, insomma, ad una stagione estiva in cui sicuramente le piscine saranno molto frequentate, soprattutto dai bambini così piccoli.

Certo, assolutamente. Eh, purtroppo il nostro settore sconta un periodo molto lungo di forse qualche decina di anni, nei quali queste norme che già esistevano non erano perfettamente conosciute, non erano così diffuse. L’obbligo di rispettare le norme esiste perché è dato dal decreto ministeriale 37/08 che prevede l’obbligo di dichiarazione di conformità quando si realizza un impianto di piscina, quindi anche le aspirazioni fanno parte dell’impianto o quando lo si modifica o quando lo si ristruttura. Gli impianti nuovi, diciamo, che quasi sempre sono a norma per quanto riguarda le aspirazioni, gli impianti vecchi molte volte non lo sono e manca la consapevolezza da parte dei gestori, dei proprietari delle piscine domestiche, da parte anche a volte degli installatori eh sulla pericolosità di questi dispositivi. Mancando questa consapevolezza, è chiaro che poi si incorre in errori banali, ma assolutamente fatali, come quelli di non sostituire una griglia o di chiudere l’impianto nel caso in cui non si abbia a disposizione la griglia di ricambio in tempi sufficienti, ma proprio perché viene completamente sottovalutato il pericolo, viene ignorato completamente.
Però le norme esistono da tempo e e poi chi la deve le deve fare rispettare, sai, è difficile, è impossibile per gli enti di controllo fare controlli a tappeti a tappeto su tutte le strutture, sarebbe sarebbe troppo difficile da fare. Servirebbero tantissime persone, tantissimo tempo, tantissimo denaro, quindi diventerebbe difficile.

E mi scusi per rubarle un secondo. Quello che state facendo voi è assolutamente fondamentale e vi ringrazio sia come rappresentante di Uni e sia come soprattutto vicepresidente di Aquanet che è l’associazione dei costruttori di piscina perché è davvero tanto tanto importante che voi continuiate a fare divulgazione.

Grazie e ringrazio anche anche lei per questo motivo e le chiedo appunto come deterrente a chi ci sta ascoltando, cosa possiamo insegnare, nel senso sicuramente bisogna anche tanto lavorare sulla formazione ma anche sull’educazione dei bagnanti.

Eh io direi più sulla formazione perché un impianto a norma non è mai pericoloso, è impossibile perché non non ci sono… nelle aspirazioni a norma non ci sono componenti elettronici che si possono guastare, non ci sono collegamenti elettrici che possono non funzionare, è un sistema totalmente meccanico che non può rompersi, quindi è difficile e direi impossibile – ma tecnicamente “impossibile” non va mai usato -, ma diciamo che è molto molto difficile che sia pericoloso un impianto a norma e quindi da quel punto di vista basta seguire le norme e il pericolo non c’è più. Eh, diciamo che per le piscine esistenti e per le situazioni dove purtroppo le norme non vengono seguite, consiglierei ai genitori di sovrastimare il pericolo e quindi di insegnare ai bambini a stare sempre lontani dalle bocchette di aspirazione.

Certo.

Non sempre basta, purtroppo, perché in alcuni incidenti, tipo quelle delle Terme di Cretone, probabilmente la situazione non sarebbe stata sufficiente, però è già molto, i bambini sono molto curiosi, i ragazzini soprattutto, eh, e quindi tendono a infilar la mano, a cercare di capire che cos’è, ad appoggiarsi…

È chiaro. E rispetto poi a questo caso, in particolare si parlava anche della presenza, insomma, di un bagnino. Le chiedo quanto sia importante dal punto di vista della formazione anche la presenza e il lavoro fondamentale poi dei bagnini.

Eh, dipende. Se se entriamo nel nel campo, restiamo nel campo di questi incidenti specifici, dipende. Il bagnino deve essere comunque formato per sapere cosa fare per intervenire in questi casi, perché io leggevo, non so se sia vero, ma in altri casi lo so per certo che c’era più di una persona adulta presente che ha cercato di liberare il bambino e non c’è riuscito perché ricordiamo che parliamo di centinaia di chili, 200 300 400…

Sì, glielo confermo.

Esatto. Quindi eh semplicemente cercare di liberarlo è impossibile in molti casi.
È successo, in un caso che ho seguito personalmente in Liguria anni fa che un bambino è rimasto intrappolato in un’aspirazione singola di un idromassaggio e il bagnino, invece di tirarlo, di cercare di liberarlo, è corso in sala macchine ed ha spento la pompa. in quel caso particolare, perché si tratta di un idromassaggio e l’idromassaggio ha una un dispositivo che lo collega con con l’aria, è ventilato e quindi in quel caso la pompa non ha fatto il vuoto ed è riuscito a liberare il bambino che poi è stato trasportato in elisoccorso ma è sopravvissuto. Senza questo intervento da parte del bagnino sicuramente non si sarebbe salvato. Ecco, il bagnino è importante, ma deve anche sapere che cosa fare e non è necessario un bagnino comunque per sapere cosa fare in questi casi.

Grazie davvero Rossana Prola per essere stata con noi questa mattina, presidente della Commissione Impianti Sportivi di Uni. A lei una buona giornata. Prola,

Grazie mille a voi. Buon lavoro.