La lunga vicenda della piscina di Rovigo, avviata all’inizio degli anni Duemila e basata su un project financing giudicato particolarmente problematico, arriva a una definizione. La Corte dei Conti ha condannato due funzionari comunali, assolvendone invece i rappresentanti politici coinvolti nei vari passaggi amministrativi. L’ex dirigente dei Lavori pubblici Alberto Moscardi dovrà risarcire 64.839 euro, mentre 162 mila euro sono stati posti a carico di Nicoletta Cittadin, attuale responsabile della Ragioneria e sorella dell’attuale sindaca Valeria, che all’epoca non ricopriva ruoli pubblici. Il danno contestato in origine superava i 4,5 milioni.

La sentenza, articolata in 88 pagine e appellabile, riconosce ai due funzionari il dolo eventuale, cioè la consapevolezza del rischio che le loro decisioni producessero un costo ingiustificato per l’ente. Diciassette figure politiche — tra cui undici consiglieri della maggioranza 2001-2006 e vari membri dell’amministrazione successiva — sono state dichiarate non responsabili, non potendo prevedere gli effetti della clausola bancaria inserita nel project. Per loro erano stati ipotizzati danni individuali compresi tra 78 e 104 mila euro. La vicenda può considerarsi chiusa, salvo ulteriori impugnazioni.

[Fonte: CorrieredelVeneto]