Edizione 2018 della Fiera di Stoccarda

Riflessioni di Rossana Prola

L’edizione 2018 della fiera di Stoccarda registrerà, sicuramente, un successo di partecipanti. Nei giorni della kermesse si è visto molto pubblico tra gli stands e sicuramente l’interesse da parte dei partecipanti è stato alto.  Interbad si sta velocemente avvicinando alle maggiori fiere di settore europee, Lione e Barcellona in testa. In effetti non si è vista molta differenza tra le “solite” fiere, se non per il press centre, che resta unico nel suo genere.

Molti standoni , molte attrazioni a base di birra e salumi, anche alcuni spettacoli tipo l’esibizione degli Aufguss Masters  e persino l’immancabile elezione di Miss Piscina. Da una fiera tedesca, e da questa in particolare, ci si aspettava però qualcosa di più dal punto di vista tecnico. Non sono mancati spunti molto interessanti, ma si è notata la decrescita (infelice, in questo caso) delle novità e delle modalità di trattamento acqua caratteristiche di questa fiera, e la presenza invece di aziende che propongono materiale che fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile trovare qui. Il livello tecnico resta indubbiamente alto, ma è sicuramente in calo, in netto calo.

La grande Germania sta perdendo colpi? O forse, più probabilmente, tutto il settore della piscina si sta appiattendo verso il basso, a scapito delle ricerca nella tecnologia? E che fine farà il mercato italiano in questa situazione internazionale di grandi acquisizioni e di formazione di grossi, di enormi per noi, gruppi commerciali? Per la cronaca, il colosso tedesco BWT ha acquisito Procopi…. Ci si allarga ingurgitando anche quello che non è affine, pur che sia fatturato.

Personalmente penso che anche da questa delusione, perchè per me di questo si è trattato, vadano colti un insegnamento e una ispirazione.

La realtà italiana è fatta di piccole, piccolissime realtà. Questa è da sempre la nostra caratteristica e la nostra forza. Siamo delle pulci quasi invisibili, se confrontati con i colossi di proprietà dei Fondi internazionali. Ma siamo più agili, più fantasiosi, e possiamo permetterci di muoverci senza il cappio di Sua Maestà il Signor Cifra in Basso a Destra al collo. Credo sia giunto il momento di costruire, anche nel settore della piscina, quella peculiarità artigianale di alto livello che da sempre ci contraddistingue e che è l’unica speranza di salvezza nel mercato globale.

Facciamo vedere al mondo quanto siamo bravi!  Smettiamola di confrontare i nostri numeri (in termine di piscine costruite) con quelli della Francia, sarebbe come paragonare la nostra moda con la produzione cinese… Facciamo piscine belle e tecnologicamente all’avanguardia. Costose, si. Ma il mercato delle piscine a basso costo ormai se ne è già andato da qualche altra parte, non c’è già più da un pezzo. Quelle possiamo solo assemblarle, non produrle. Concentriamoci sul mercato delle piscine di alto livello, pezzi unici prodotti da artigiani dalle capacità irripetibili. Pensiamoci…