Dall’Agenzia delle Entrate nuovi chiarimenti sul 55% per la sostituzione degli infissi e sul concetto di impianto fotovoltaico – Progettazione costruzione e manutenzione piscine, legislazione, corsi e informazioni

Dall’Agenzia delle Entrate nuovi chiarimenti sul 55% per la sostituzione degli infissi e sul concetto di impianto fotovoltaico

 

 

Sostituzione Infissi

L’Agenzia delle Entrate ha precisato al punto 3.1 della Circolare come nel caso di lavori di riqualificazione energetica in abitazioni date in locazione, la detrazione del 55% delle spese sostenute è fruita sia dal proprietario che dall’affittuario, in proporzione alle spese sostenute da ciascuno.

In particolare il quesito posto all’Agenzia riguardava lavori di sostituzione di serramenti ed infissi presso un’unità abitativa residenziale posseduta da due persone fisiche, nudo proprietario e usufruttuario, e locata ad una terza persona fisica. Mediante un accordo tra il nudo proprietario e l’inquilino si è proceduto alla sostituzione dei serramenti ripartendo il costo per il 70% a carico del nudo proprietario e per il 30% a carico dell’inquilino.

 

Impianti Fotovoltaici

L’Agenzia del Territorio ha considerato gli impianti fotovoltaici collocati sul suolo unità immobiliari del tipo opifici (categoria catastale D1). Tuttavia nelle varie risoluzioni l’Agenzia delle Entrate parla degli impianti fotovoltaici come di “impianti”, quindi di beni mobili, che “possono essere rimossi e utilizzati.

In base a quanto recita la Circolare 19 luglio 2007, n. 46/E l’impianto fotovoltaico situato su un terreno non costituisce impianto infisso al suolo poichè i moduli che lo compongono possono essere agevolmente rimossi e posizionati in altro luogo, mantenendo inalterata la loro originaria funzionalità. In linea con tale impostazione anche la Circolare n. 38 dell’11 aprile 2008, per qualificare la tipologia di impianti (mobili o immobili) che hanno diritto al beneficio del credito d’imposta per investimenti in aree svantaggiate (articolo 1, commi 271-279, della Legge 27 dicembre 2006, n. 296) è stato precisato che sono agevolabili gli impianti diversi da quelli infissi al suolo, nonché i beni “stabilmente” e “definitivamente” incorporati al suolo, purché possano essere rimossi e utilizzati per le medesime finalità senza “antieconomici” interventi di adattamento.

Dunque il problema che viene affrontato dalla Circolare è quello di capire qual è la linea di confine fra le due interpretazioni.

 

leggi l’articolo in versione originale alla pagina http://www.acca.it/Default.aspx?TabId=80&ItemId=1384&view=Details