Cancellate le ASD lucrative e le norme sulle co.co.co sportive

Modificato il pacchetto sport inserito nella Legge di Bilancio 2018.

Il decreto Dignità è stato annunciato il 3 Luglio tramite una conferenza stampa dove il sottosegretario alla Presidenza del consiglio, Giancarlo Giorgetti, ha dichiarato di voler eliminare alcune norme contenute nell’ultima Legge di Bilancio a favore di una semplificazione legislativa che permettesse di agevolare e salvaguardare lo sport dilettantistico di base.

In pratica, con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto in parola, il Governo ha eliminato le principali due novità che nel 2018 hanno tenuto banco fra convegni, relazioni e dibattiti tra gli operatori del settore: le ASD lucrative e le nuove norme sulle co.co.co sportive.

Infatti il Decreto Legge 12 luglio 2018, n. 87 all’art. 13 comma 1 recita: “All’articolo 1 della legge 27 dicembre 2017, n.  205, i commi 353, 354, 355, 358, 359 e 360, sono abrogati. In deroga all’articolo 3, comma 1, della legge 27 luglio 2000, n.  212, l’abrogazione del comma 355 ha effetto a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto”.

Associazioni Sportive dilettantistiche lucrative: ricordiamo che la norma prevedeva l’istituzione di questa nuova forma societaria per agevolare l’entrata di nuovi capitali di rischio nel settore sportivo a fronte di una riduzione (parziale) degli oneri fiscali e legislativi. Gli adempimenti sarebbero stati sicuramenti minori rispetto ad un Ente Commerciale ma mai quanto quelli riservati al mondo dell’associazionismo puro. Basti pensare alle norme più stringenti per le collaborazioni sportive che sarebbero state inquadrate come redditi di lavoro dipendente e all’obbligo della presenza di un laureato in scienze motorie con la qualifica di direttore tecnico.

Co.Co.co Sportive: i commi 358-360 all’ art. 1 L. 205/2017 indicavano che i lavoratori che svolgevano mansioni indicate da una apposita delibera Coni rientrassero nell’alveo dei contratti di collaborazione coordinata e continuativa, con la conseguente necessità di comunicazione al Centro per l’impiego, redazione di una busta paga e tenuta del libro unico del lavoro.

Quindi l’eliminazione di queste due disposizioni ripristina la situazione precedente al Dicembre 2017, con tutte le vecchie problematiche del caso come il corretto inquadramento dei collaboratori sportivi sulla base della famosa circolare dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro 1 Dicembre 2016 e delle recenti sentenze della Corte di Cassazione.

Ricordiamo che potrebbero esserci dei cambiamenti nei prossimi mesi visto che il Decreto Legge dovrà essere convertito in legge del Parlamento entro 60 giorni (altrimenti perde efficacia), con la possibilità di modifiche del testo originale. Ad esempio è stato annunciato l’inserimento di una norma che ripristini l’uso dei voucher per l’agricoltura e per il turismo.

Un ulteriore novità è il ”…..trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, (di)  un fondo da destinare a interventi in  favore  delle  societa’  sportive dilettantistiche, con una dotazione di 3,4 milioni di euro  nell’anno 2018, di 11,5 milioni di euro nell’anno 2019, di 9,8 milioni di  euro nell’anno 2020, di 10,2 milioni  di  euro  nell’anno  2021,  di  10,3 milioni di euro nell’anno 2022, di 5,6 milioni  di  euro  per  l’anno 2023 e di 5,2 milioni di euro a decorrere dall’anno 2024. Le suddette risorse sono assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri. Ai relativi oneri si provvede mediante le maggiori entrate e le minori spese derivanti dalle disposizioni di cui ai commi 1 e 3.”

Dott. Gianluca Bigi

Fonte: http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2018-07-13&atto.codiceRedazionale=18G00112&elenco30giorni=true