Valore e valori nella crisi finanziaria

La decadenza come squilibrio nei rapporti tra forze economiche e sociali, il prevalere di uno degli aspetti sugli altri fattori macroeconomici, nonché l’incapacità dello Stato per motivi tecnici e veti incrociati di regolamentare correttamente e di programmare gli interventi strutturali, può indurre a risolversi in interventi localizzati o di sostegno ai sintomi tali da rimandare nel tempo gli interventi necessari.Vi sono elementi propri delle caratteristiche oggettive della società e della sua leadership, altri di carattere macroeconomico esterni e rientranti nei rapporti economici e giuridici internazionali.La ripresa che può aversi con interventi settoriali di natura congiunturale favorisce l’annebbiamento dell’origine dell’evento e riproporrà gli stessi schemi che l’hanno originata; questo sia per pigrizia mentale che per l’azione del network degli interessi consolidati tesi ad evitare un loro ridimensionamento a seguito di interventi strutturali. Si tende quindi a ridurre tutto all’aspetto finanziario e patrimoniale, concentrando l’attenzione della comunicazione sugli effetti puramente finanziari senza entrare nel merito della natura economica e quindi culturale della crisi, il ripartire dei meccanismi porteranno al ricrearsi dell’attesa pubblica dei benefici e alla conseguente smemorizzazione collettiva dell’evento indesiderato.Come è stato osservato il sistema deve continuare a correre per sopravvivere (Bertolini), indipendentemente da qualsiasi dubbio, si che la semplice ripresa finanziaria e produttiva appare la più semplice e meno dolorosa rispetto alle trasformazioni strutturali. L’espansione indefinita resta la meta più desiderabile, il segno meno nella crescita qualcosa di inconfessabile, un incubo nel sogno, il segno di un fallimento non la necessità e l’opportunità di un ripensamento strutturale, nasce da qui l’esigenza del tentativo di espandere l’analisi a qualcosa di più di una semplice analisi sulle necessità strutturali, come già rilevato da alcuni autori (M. Fini).L’analisi del proprio contesto deve pertanto avere per obiettivo anche l’individuazione dei sovra sistemi che più fortemente incidono sul nostro sistema sociale e il modo in cui ci siamo inseriti in essi, nasce pertanto l’esigenza di un turnaround nel quale si ridiscutano e si ridefiniscano obiettivi e caratteristiche gestionali del sistema paese.Si viene ad allargare l’analisi riduzionista del rapporto causa/effetto ad una logica coerente di interconnessioni ( system thinking) tra sistemi, supportati da proprie strutture (Mella).Le reti sociali, quali potenti canali di influenza e cambiamento nei comportamenti sociali, diventano casse di risonanza e moltiplicatori del pensare e dell’agire, creando e imponendo “modelli” comportamentali e sentimenti diffusi (Soda).La democrazia è un contenitore da riempiere di valori restando altrimenti una scatola vuota, contenitore di  procedure e formule (M. Fini), in questo va evitato quello che è stato definito un decadimento etico ed istituzionale, dovendo anzi riempire il sacco democratico di nuovi valori senza che questo sia occasione di cancellazione di vecchi valori collaborativi (Francione).Come può facilmente osservarsi vi è una pesantezza negli interventi strutturali dovuta alla necessità di un dibattito su obiettivi e strumenti, tale da rischiare di ridiscutere gli equilibri ed i valori esistenti, nasce pertanto il legittimo dubbio che solo crisi successive più profonde non solo potranno obbligare ad esplicitare i cambiamenti strutturali necessari, ma favoriranno una rideterminazione degli obiettivi economici e sociali oltre che una conseguente autentica modifica delle caratteristiche gestionali del sistema.Il successo estremizzato stesso del sistema, causa della sua crisi, nell’espandersi saturando gli spazi possibili obbligherà al cambiamento di prospettiva.  Bibliografia 

  • P. Mella, Dai sistemi al pensiero sistemico, Franco Angeli, 1997;
  • Pubblica utilità in tempi di crisi. Intervista ad Alessandro Castellano, a cura di Marisa Francione, E & M, 37-45, Etas, 2/2009;
  • F. Bertolini, La caduta dell’altro Muro. A colloquio con Massimo Fini, E & M, 9-14, Etas, 2/2009;
  • G. M. Golinelli, L’approccio sistemico al governo dell’impresa, Cedam, 2000;
  • G. Scozzese, Dinamica evolutiva dell’impresa in crisi, Università Marconi, 2005;
  • G. Soda, Ma sei proprio tu ? Relazioni, reti ed economia ai tempi del social networking, E & M, 3-9, Etas, 3/2009.