La piscina “Daniela Samuele” di via Trani, nel quartiere Mecenate a Milano, potrebbe presto cambiare volto e diventare un centro federale della Federazione Italiana Nuoto. La conferma, pur senza dettagli ufficiali, arriva dalla FIN Lombardia e rappresenta un passaggio cruciale per una città che da anni soffre la carenza di strutture natatorie di alto livello.
L’impianto, di proprietà comunale e già gestito dalla Federazione, porta il nome della nuotatrice genovese adottata da Milano, scomparsa nel tragico incidente aereo di Brema del 1966. Dopo un lungo periodo di difficoltà, la Samuele si prepara a tornare un punto di riferimento insieme al centro di Verona, casa degli azzurri Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi. Proprio il campione olimpico della rana, trasferitosi in Veneto nel 2024 anche per la mancanza di piscine adeguate a Milano, ha reso evidente la necessità di un polo competitivo nella città.
Negli ultimi anni l’impianto ha mostrato segni di forte deterioramento. Gli spalti restano inagibili, le temperature non sono controllate e il Trofeo Città di Milano, nato nel 2011 e frequentato da campioni come Pellegrini e Magnini, è stato sospeso. Le gare regionali continuano, ma senza pubblico. La struttura ha vissuto chiusure ripetute: nel 2009, dopo danni alla copertura, venne avviato un accordo di manutenzione con la FIN; dieci anni più tardi è stata nuovamente fermata per ristrutturare gli spogliatoi. Persistono inoltre problemi di accessibilità, parcheggi e barriere architettoniche.
Il progetto federale apre ora una prospettiva diversa, sostenuta anche da contatti istituzionali avviati tra Comune, Federnuoto e Regione. L’obiettivo è restituire all’impianto un ruolo centrale, trasformandolo in un polo di eccellenza in vista dei Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. Dopo anni di declino, la Samuele potrebbe così tornare simbolo dello sport acquatico in città.
[Fonte: ilgiorno.it]
