La chiusura della piscina olimpionica comunale di Crotone si inserisce in un quadro regionale già critico dal punto di vista delle infrastrutture sportive. L’impianto da 50 metri, tra i pochi presenti in Calabria, ha sospeso nuovamente le attività a seguito della rottura tra le due società di nuoto che ne curavano la gestione: la Rari Nantes L. Auditore e la Kroton Nuoto. La prima ha lasciato l’associazione di gestione lamentando costi troppo elevati e presunte inadempienze del partner, segnando così il collasso di una collaborazione già da tempo in crisi.

I tentativi del Comune di mantenere operativa la struttura, garantendo alle società l’accesso agli spazi, non hanno impedito l’aggravarsi delle tensioni: decisioni amministrative non applicate, restrizioni nell’utilizzo dell’impianto e continui contrasti hanno creato un contesto ingestibile. Con il ritiro della Rari Nantes, la città si ritrova senza una direzione gestionale e con il rischio concreto che una struttura essenziale resti inutilizzata.

Le conseguenze sportive e sociali sono significative. Nuotatori agonisti, pallanuotisti e giovani atleti perdono il principale luogo di allenamento, compromettendo la preparazione alle competizioni e lo sviluppo delle attività di base. Il caso della squadra di pallanuoto, costretta a rinunciare all’iscrizione al campionato di Serie A2 per mancanza di fondi, è emblematico di un sistema locale in difficoltà.

Questa situazione, però, è solo il sintomo di un problema più profondo. A Crotone – come in molte zone della Calabria – i finanziamenti e le sponsorizzazioni si concentrano quasi esclusivamente sul calcio professionistico, lasciando altre discipline con risorse insufficienti per sopravvivere. Anche impianti come il Palamilone faticano a trovare soggetti disposti alla gestione, poiché i costi di manutenzione e servizi sono molto elevati.

Per evitare un ulteriore declino, è necessario un intervento pubblico strutturato: regole chiare, controlli, equa distribuzione di spazi e risorse, e sostegno alle società dilettantistiche. Senza un cambio di rotta, Crotone corre il rischio di veder scomparire opportunità sportive e sociali fondamentali per la crescita della comunità.

[Fonte: inquietonotizie.it]