La guerra infinita del certficato medico in piscina, che serve anche quando non serve

Un tentativo di sintesi della complessa vicenda potrebbe essere questo: il Comune di Pergine, attraverso il Servizio Istruzione,  ha diramato il 27 novembre 2015 una nota interpretativa della “interpretazione della interpretazione” del Decreto Balducci, pubblicata dal Ministro Lorenzin nel 2014, escludendo la necessità di presentare il certificato nei casi di «educazione motoria, fisica e sportiva in orario scolastico (attività curricolare ivi compresa l’attività facoltativa opzionale)», «attività motoria e pre-sportiva della scuola primaria», «attività propedeutica all’attività sportiva al di fuori dell’orario scolastico», «attività ludico-motoria ricreativa».

Quindi anche i bambini delle scuole che in trentino frequentano abitualmente le piscine comunali non devono presentare il certificato medico. Bene, Il problema è che la società di gestione della piscina, la Sport Management, essendo iscritta al CONI come la quasi totalità delle gestioni di piscine in Italia è tenuta ad avere un certificato medico per ogni suo partecipante.

Quindi, nonostante le proteste dei genitori e dei funzionari locali, il certificato serve. O no……..?

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