Dal Precariato al Lavoro Stabile in piscina, forse è possibile?

 

Uno spiraglio di luce! Così possiamo definire quello che abbiamo appreso dalla stampa a proposito di quanto accaduto nella Piscina Paganelli, situata nel Comune di Firenze. Leggi QUI.

Tra il suddetto comune e la società che gestisce la piscina è stato trovato un accordo, grazie all’intervento di Nidil e Slc Cgil Firenze, che prevede che, su ventidue lavoratori (bagnini, addetti alla segreteria, responsabili degli impianti), dieci di loro abbiano ottenuto un contratto di assunzione a tempo indeterminato, e gli altri un contratto di collaborazione co.co.co (forma contrattuale che, a differenza di quanto in molti hanno sostenuto, non è stata eliminata col Jobs Act).

Nel dettaglio, sono stati applicati i co.co.co con contributi, regole di gestione e diritti sindacali, invece delle cosiddette “collaborazioni sportive”, tanto utilizzate nel mondo dello sport e tanto contestate dagli organi di controllo.

Questo evento risulta essere di grande importanza perché lascia intravedere un cambiamento per le condizioni lavorative degli addetti in piscina. Finora i bagnini, gli istruttori, i manutentori e tutti gli altri collaboratori erano “obbligati” a vedere il mondo piscina come un secondo lavoro e non come una primaria occupazione. Le figure che lavorano sul bordo vasca, istruttori, bagnini e coordinatori, quelle che si occupano della manutenzione, e spesso anche delle pulizie, sono figure con una formazione che li qualifica. Molti si specializzano e investono tempo e denaro in questo, ed è quindi giusto che tutto questo lavoro fatto venga ripagato, dando la possibilità di poter “vivere di acqua”. Avendo questa opportunità siamo sicuri che le persone coinvolte in questo ambiente lavorativo saranno professionisti formati e non “istruttori di passaggio”.

Questo è un argomento molto importante sulla quale bisogna insistere e far sentire la propria voce per poter farne capire l’importanza e ridurre la precarietà in questo settore e dare una stabilità in più a tutto il “popolo acquatico”.

Così facendo ci sarà la possibilità di creare “veri” nuovi posti di lavoro.