Sospese anche le attività di due società gestrici dopo l’ispezione dei Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro. Contestate violazioni sulla prevenzione degli infortuni, sulla valutazione dei rischi, sugli impianti e sulla gestione delle emergenze.

CITERNA (PG) – Una piscina chiusa e due attività sospese. È il risultato di un controllo effettuato in un centro sportivo nel territorio comunale di Citerna, in provincia di Perugia, dove i Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (NIL) di Perugia, insieme ai funzionari ispettivi dell’Ispettorato del Lavoro, hanno riscontrato una serie di gravi carenze sul fronte della salute e della sicurezza.

L’intervento rientra in una più ampia attività di vigilanza straordinaria dedicata proprio alle piscine e ai centri sportivi. L’obiettivo dei controlli è verificare il rispetto delle disposizioni previste in materia di tutela dei lavoratori e delle persone che frequentano questo tipo di strutture.

Secondo quanto riferito dai Carabinieri, l’ispezione effettuata a Citerna avrebbe fatto emergere «diffuse e serie inosservanze» della normativa di settore, con particolare riferimento alle disposizioni contenute nel decreto legislativo 81 del 2008, il Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro.

Diverse le criticità contestate. Tra quelle considerate più rilevanti figurano la mancata adozione delle misure minime necessarie per la prevenzione degli infortuni e l’assenza della valutazione dei rischi. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato carenze strutturali relative agli impianti e problemi riguardanti l’organizzazione e la gestione delle emergenze.

Un quadro giudicato sufficientemente grave da determinare l’adozione di provvedimenti immediati. I militari hanno infatti disposto due distinti provvedimenti di sospensione nei confronti delle società responsabili della gestione del centro sportivo. Contestualmente è stata ordinata la chiusura della piscina, ritenuta necessaria per tutelare sia gli utenti della struttura sia i lavoratori impiegati al suo interno.

La vicenda è stata riportata il 4 settembre da diverse testate regionali e dall’ANSA. Le informazioni diffuse, tuttavia, non indicano il nome del centro sportivo interessato dall’ispezione né le denominazioni delle due società raggiunte dai provvedimenti di sospensione. Non sono stati resi noti neppure eventuali termini entro i quali le irregolarità dovranno essere sanate prima di una possibile ripresa delle attività.

Il provvedimento assume particolare rilevanza perché non riguarda soltanto aspetti formali o amministrativi. Le contestazioni comunicate dall’Arma interessano infatti elementi centrali della prevenzione: dalla valutazione dei rischi alle misure antinfortunistiche, fino alle condizioni degli impianti e alle procedure da adottare in caso di emergenza.

La chiusura della piscina è stata quindi adottata, secondo quanto riferito dalle autorità, come misura a tutela dell’incolumità delle persone che frequentano il centro e del personale che vi opera.

L’operazione di Citerna non rappresenta inoltre un intervento isolato. Il Nucleo Ispettorato del Lavoro ha annunciato che l’attività di controllo proseguirà nel territorio della provincia di Perugia, con l’obiettivo di verificare il rispetto delle condizioni di lavoro e delle norme poste a protezione della sicurezza dei cittadini.

Resta ora da capire quali interventi saranno necessari per consentire la riapertura della piscina e la ripresa delle attività sospese. Al momento, sulla base delle informazioni pubblicamente diffuse, non risultano comunicati ulteriori dettagli sulle società coinvolte, sull’identità dei responsabili o sulle tempistiche per l’eventuale adeguamento della struttura.