C’era una volta,io: Sogni

  

Insomma a me succede spesso di sognare durante il sonno. Non sempre e non con regolarità. Alterno periodi di grandi sognamenti (passatemi il termine) ad altri di calma piatta. In realtà un esperto direbbe che si sogna sempre, salvo non ricordarsene al risveglio.
Sognare è bello, è una liberazione della mente e della fantasia. Mi piace un sacco sognare. Capita a volte che mi svegli durante un sogno e che la storia in cui sono coinvolto mi piaccia talmente tanto da riuscire a riaddormentarmi riprendendo il sogno da dove si era interrotto.

Torno alla domanda iniziale e mi accorgo che è mal posta o almeno fuorviante. Sognare è un dato di fatto, dare un significato ai sogni invece è una elaborazione personale che si può condividere o meno. I due aspetti non sono dipendenti tra loro. Io sono scettico in materia para-extranormale- esoterica in genere. Mi considero un razionale con tendenze immaginifiche, però devo dire che mi sono successe delle cose in tema di sogni che mi hanno lasciato quantomeno perplesso. Vi racconto un episodio che mi ha inquietato non poco, capitato tanti anni fa.
Avevo poco più di vent’anni, in quel periodo facevo uno sport “leggero” e non impegnativo dopo aver smesso il mio amato rugby. Giocavo a tennis tavolo, o ping pong, detto volgarmente. Me la cavavo abbastanza bene e militavo in una squadra di serie B. Partecipavo ai tornei nella mia regione e mi divertivo non poco. Tra l’altro è stato grazie al tennis tavolo che ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie, ma questa è un’altra storia.
Cosa c’entra il ping pong con i sogni? C’entra. Una notte faccio un sogno strano. Mi trovo in una specie di impianto sportivo molto particolare. Pensate ad un palasport e ad una piscina. Sovrapponete il palasport con le sue brave tribune per il pubblico, il parquet per la pallavolo e il basket, gli spogliatoi e tutto il resto… alla piscina. Olimpionica, con spogliatoi, docce, ecc. Strano vero? Un unico edificio che riunisca due strutture sportive così diverse tra loro non è poroprio cosa di tutti i giorni. Anzi.
Nel mio sogno mi trovo sul piano della piscina, con un sacco di vapore acqueo e di condensa sui vetri. Bambini in costume e accapatoio bagnati e accaldati, mamme che li rincorrono per asciugarli. Poi salgo al piano superiore e mi trovo in palestra dove c’è una rete da pallavolo e qualcuno palleggia in allenamento. Mi sveglio. Non ricordo nel sogno cosa ci facessi in quel posto, ma l’ambiente mi è del tutto nitido e ben impresso nella memoria (me ne ricordo ancora adesso a distanza di una trentina d’anni). Mi colpisce la particolarità di quel palasport-piscina.
Qui entra in ballo il tennis tavolo, perchè la domenica successiva è in programma un torneo a cui si è iscritta la mia squadra. Si parte in macchina, la meta è il palasport di una città veneta. Una volta arrivati la prima impressione è che si tratti di un palasport come tanti altri, nulla di che. La sorpresa arriva al momento di entrarci. Appena superato il portoncino a vetri d’ingresso ci si tuffa in una nuvola di vapore acqueo. Il caldo è pazzesco, l’umidità gronda da tutto, si respira a fatica, le lenti degli occhiali si appannano. Ma com’è possibile? Come può essere che in un palasport ci sia un’atmosfera del genere? Ci indicano gli spogliatoi e per arrivarci bisogna scendere di livello rispetto a quello di ingresso. Insomma per farla breve, avrete già capito, al piano inferiore c’è una piscina olimpionica che ricalca la disposizione della palestra del piano superiore del palasport.
Pazzesco. Mai messo piede prima in quella struttura. Mai saputo della sua esistenza. Ma il sogno di qualche giorno prima me l’aveva descritta e anticipata in ogni particolare. Come può accadere una cosa del genere?

E adesso vorrei che qualcuno mi desse una spiegazione…. sono aperto a tutto. Altro che scettico, roba da far accapponare la pelle.