fonte: IlGazzettino.it
Lettera sfogo di un ragazzo impegnato come bagnino in una piscina estiva..
Sono un giovane ragazzo di 22 anni che abita nella provincia di Treviso. Vorrei raccontare la mia storia recente circa il mio impiego presso una piscina privata sempre nella zona della provincia trevigiana, in particolare a Mogliano Veneto. Tutto è iniziato intorno alla fine del mese di giugno, quando ricevetti una telefonata dalla segretaria di una delle tante piscine presenti a Mogliano. In quella occasione mi venne proposto di sostituire un assistente ai bagnanti che per motivi vari se ne era andato. Io naturalmente accettai la proposta anche perchè, come mi era stato detto, dovevo coprire solo alcune ore nelle ultime due settimane di giugno.
Accettai perchè ero entusiasta all'idea di poter lavorare come assistente ai bagnanti, dato che per uno studente universitario avere qualche soldo in tasca non fa mai male. Finite però le due settimane mi è stato proposto di lavorare anche per tutto il mese di luglio, coprendo tutti i turni di mattina, pausa pranzo e sera. Il mio problema nasce adesso, nel senso che, il primo di agosto, quando finii il mio mandato di assistenza, l'amministratore della piscina assieme alla dottoressa (sono i due soci) mi dissero che mi avrebbero chiamato quando era pronto lo stipendio; e che stipendio, dato che comunque si tratta di oltre 700 euro tra giugno e luglio.
Sinceramente dopo quella data non ricevetti alcuna chiamata, anzi fui costretto personalmente a contattarli all'inizio di questa settimana per sapere se potevo ritirare i soldi. A quel punto il dottore (alias amministratore) mi disse di passare il 12 agosto. Ma inaspettatamente ricevetti il pomeriggio dell'11 agosto la chiamata della piscina sul cellulare. Era l'amministratore che mi chiedeva se potevo andare a fare un lavoretto per la piscina, senza però accennare nulla riguardo lo stipendio. Io, siccome sono troppo gentile, accettai anche perchè era un modo per presentarmi direttamente al dottore per sollecitarlo al pagamento. Quando andai là mi dissero (dottore e dottoressa) che c'era del lavoro da fare: trasportare dagli spogliatoi, che si trovano sottoterra, fino al giardino esterno circa 25 armadi in lamiera pesante. Ultimato il lavoro il dottore mi prese da parte e mi diede una busta e mi disse: "Questo è un acconto di 300 euro (naturalmente non del lavoro di trasloco), il resto più avanti, ci vediamo più avanti".
Ci rimasi male dato che pensavo che mi avrebbe liquidato di tutti i mesi di lavoro e non ebbi il coraggio di chiedere quando mi avrebbe dato il resto. Io sinceramente mi sento sfruttato, dato che ho lavorato per quasi due mesi ricevendo solo 300 miseri euro e addirittura hanno avuto anche la faccia tosta di farmi fare lavori che non mi competono. Non so neanche se ho un contratto, dato che non ho firmato nessun foglio a parte quello delle presenze in piscina. Non saprei neanche dove muovermi considerando il fatto che su internet non trovo nulla da un punto di vista contrattuale e giuridico alla voce assistente bagnante. Come me pure la segretaria che lavora là da più di un anno aspetta ancora il compenso del mese di giugno e luglio. A questo punto mi chiedo cosa devo fare visto e considerato il fatto che mi chiedono di andare a lavorare anche il mese di settembre.
Intanto vi mando questa mail per denunciare le mie condizioni di lavoro non proprio trasparenti e oneste.
Nicola De Fonzo
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leggi l'articolo in versione originale alla pagina http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=117857&sez=NORDEST
Si terrà dal 14 al 16 novembre 2012 a BARI, presso il Best Western Hotel HR
Le "istruzioni per l'uso" delle nuove regole spiegate in modo semplice e chiaro. Un inizio della fine della burocrazia?
ISPRA e ARPA hanno realizzato le "Linee guida per la valutazione del rischio da esposizione ad Agenti Chimici Pericolosi e ad Agenti Cancerogeni e Mutageni".
da www.puntosicuro.it gli atti del Convegno di Corvara (BZ)
Convegno promosso da AGORACQUA Associazione Piscine - Castelnuovo del Garda (VR) - Park Hotel - 12 ottobre 2012